Sinfonica

Adriana Lecouvreur – Bologna Teatro Comunale 14 Novembre 2021

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MATISSE
 
L’opera ..
...già protagonista di un film-opera del teatro comunale con lo stesso direttore, stessa regia e cast identico, è stata uno dei cavalli di battaglia della grande Mirella Freni. Il libretto di Arturo Colautti deriva dal dramma  Adrienne Lecouvreur  di Eugène Scribe e Ernest Legouvé (un dramma peraltro non bellissimo e piuttosto datato) che si rifarebbe a una vicenda realmente esistita. La storia è presto detta: la grande attrice Adriana Lecouvreur (una figura storica) viene assassinata dalla sua rivale in amore con un mazzo di fiori il cui profumo avvelena chi li odora. 

Adriana 1

Una storia classica  basata sulla triade  έρως, φθόνος e θάνατος . Nella realtà la storia è solo una supposizione che potrebbe ricordare in qualche modo la vicenda di Salieri con Mozart. La musica di Cilea non è un capolavoro ma ha alcune arie belle e famose (ad esempio “Poveri fior” o “Umile ancella”).  Pur nella totale differenza di cultura e di impostazione musicale sembra rifarsi ad alcuni degli stilemi wagneriani perché alcuni brani sono più volte ripresi nel corso dell’opera senza peraltro avere le caratteristiche del Leitmotiv del compositore di Lipsia. La messa in scena del comunale di Bologna si avvale non solo del palcoscenico ma anche dei corridoi e dei camerini volendo riprodurre l’ambiente teatrale in cui si svolge l’azione.  In un certo senso si potrebbe parlare di teatro nel teatro. Di certo siamo in presenza di una regia con i fiocchi che estrapola la storia (che  nel testo originale sarebbe datata) in quattro epoche diverse, all’incirca distanti di un centinaio di anni ciascuna, per sottolineare che ci si trova in presenza di una vicenda che travalica il tempo ed è parte inscindibile della natura umana.  Rosetta Cucchi è regista di grande esperienza che ha saputo sottolineare come in modo simmetrico la vicenda umana si specchia in quella politica in un contesto dove i sentimenti si piegano all’egoismo e all’interesse.  (“Le temps est l’invention des gents incapables d’aimer“, compare sul fondo alla fine).
Adriana 2E’ il caso del protagonista Maurizio che antepone alla passione per Adriana l’interesse personale di carriera con un comportamento ambiguo che alla fine porterà alla tragedia di Adriana. Ci sono delle belle intuizioni e scelte registiche. Ad esempio il finale dove Maurizio non si vede se non in un filmato, come un’allucinazione, e l’impresario Michonnet in qualche modo ne fa le veci con uno sdoppiamento concettuale che ricorda il “doppio”  di Artaud,  mentre Adriana ricorda l’universo esistenzialista, oppure la scena iniziale con tutte le maschere che costituiscono una bella immagine colorata e viva.  Poi non tutto è ovviamente perfetto. Ad esempio nella scena finale l’uso della videocamera da parte di Michonnet è del tutto pleonastica senza alcun significato;   impietoso  il décolleté di Adriana nel terzo atto (mentre i costumi a parte questo caso particolare  in generale sono molto belli e appropriati al contesto temporale).  La direzione di Adam Fisch è di ottima qualità ottenendo il meglio dall’orchestra del teatro.
Adriana 3
Quanto alle voci un plauso senza incertezze all’Adriana di Kristine Opolais, bella e duttile voce in grado di riflettere convintamente il dramma della protagonista. Sullo stesso piano la principessa  di Veronica Simeoni anche se dimostra qualche carenza dal punto di vista scenico. Non buona invece la prova del Maurizio di Luciano Ganci cui manca anche un adeguato  physique du rôle,  il che rende difficile immaginare possa scatenare passioni omicide. Ma si sa, l’amore è cieco…Manca totalmente dei mezzi toni e delle sfumature necessarie al personaggio e quando finalmente può esprimere tutta la potenza della propria voce finisce con lo sforzare.  Un plauso anche al baritono Sergio Vitale nel ruolo tutt’altro che secondario di Michonnet. Un ottimo e motivato successo di pubblico guastato da una clacque sguaiata e molesta.
(Giovanni Neri – 75)
Happy

Happy

 
Personaggi e interpreti

MAURIZIO Luciano Ganci

IL PRINCIPE DI BOUILLON Romano Dal Zovo

L’ABATE DI CHAZEUIL Gianluca Sorrentino

MICHONNET Sergio Vitale

ADRIANA LECOUVREUR Kristine Opolais

LA PRINCIPESSA DI BOUILLON Veronica Simeoni

MAD.LLA JOUVENOT Elena Borin

MAD.LLA DANGEVILLE Aloisa Aisemberg

QUINAULT Luca Gallo

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The opera ..
..already  presented in a movie of the Comunale theater with the same conductor, same direction and identical cast,  was one of the workhorses of the great Mirella Freni. The libretto by Arturo Colautti derives from the drama Adrienne Lecouvreur by Eugène Scribe and Ernest Legouvé (a drama that is not beautiful and rather dated) that would refer to a (maybe) really occurred story. The plot is soon told: the great actress Adriana Lecouvreur (a historical figure) is murdered by her rival in love with a bouquet of flowers whose scent poisons those who smell them.  A classical story based on the triad έρως, φθόνος and θάνατος . In reality, the story is only a supposition that could somehow recall Salieri’s story with Mozart. Cilea’s music is not a masterpiece but has some beautiful and famous arias (for example “Poveri fior” or “Umile ancella“).  Despite the total difference in culture and musical setting, it seems to refer to some of the Wagnerian styles because some pieces are repeatedly used during the opera without however having the characteristics of the Leitmotivs of the Leipzig composer. The staging of Comunale of Bologna makes use not only of the stage but also of the corridors and dressing rooms aiming to reproduce the theatrical environment in which the action takes place.  In a way you could talk about theater in theater. Certainly we are in the presence of an excellent direction that extrapolates the story (which in the original text would be dated) in four different centuries, to emphasize that we are in presence of a story that goes beyond time and is an inseparable part of human nature.  Rosetta Cucchi is a highly experienced director who has been able to underline how symmetrically the human story is reflected in the political one in a context where feelings bend to selfishness and interest.  (“Le temps est l’invention des gents incapables d’aimer“, appears on the screen at the end of the opera). This is the case Maurizio who puts the passion for Adriana behind the personal interest of career with an ambiguous behaviour that eventually leads to the tragedy of Adriana. There are some beautiful scenes and directorial choices. For example, the final act where Maurizio is not seen except in a movie, like a hallucination, and the impresario Michonnet somehow takes his place with a conceptual split that recalls the “double” of Artaud, while Adriana recalls the existentialist universe, or the initial scene with all the masks that constitute a beautiful colorful and living image.  Then not everything is obviously perfect. For example, in the final scene Michonnet’s use of the camera is completely pleonastic without any meaning;   Adriana’s décolleté in the third act is merciless (while the costumes apart from this particular case in general are very beautiful and appropriate to the temporal context).  Adam Fisch’s conducting is of excellent quality getting the best out of the theatre orchestra. As for the voices, a praise without uncertainties to the Adriana by Kristine Opolais, a beautiful and flexible voice able to reflect convincingly the drama of Adriana. On the same level the princess of Veronica Simeoni although she shows some deficiency from the scenic point of view. Not good instead the performance of Luciano Ganci’s Maurizio which also lacks an adequate physique du rôle, which makes it difficult to imagine it can unleash murderous passions. He totally lacks the half tones and nuances necessary for the character and when he can finally express all the power of his voice he ends up straining.  A praise also to the baritone Sergio Vitale in the role of Michonnet anything but secondary. An excellent and motivated success of the public spoiled by an annoying and stupid clacque.
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2 risposte a "Adriana Lecouvreur – Bologna Teatro Comunale 14 Novembre 2021"

  1. Carlo Borghi ha detto:

    Ho visto ieri sera 16 novembre la seconda rappresentazione della Adriana al Comunale di Bologna. Luciano Ganci non si è presentato. Prima dell’inizio dell’opera il Sovrintendente ha detto che la mattina gli ha telefonato Ganci dicendo che non poteva presentarsi per la recita perchè si era svegliato afono. Cantava in sostituzione Angelo Villari (di lato sul palco scenico dietro un leggio) e recitava un attore silente.
    Villari è bravo e a me è piaciuto molto, come Adriana, Michonnet ed il Principe. Un po’ meno la Principessa. A me è sembrata scarsa nei piano. Anch’io ho trovato splendida la regia (a livello dell’esecuzione su RaiPlay Opera). La musica di Cilea invece, anche se ben eseguita, non mi ha entusiasmato. Questa è stata la mia reazione sia alla opera in streaming che all’esecuzione dal vivo.

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