Sinfonica

Vengerov Osetinskaya- Milano Quaretto 15 Novembre Ottobre 2022


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MATISSE
E’ vero che il frac ..
..è ormai un ricordo sbiadito di un passato remoto ma non avevo mai visto un esecutore vestito con un completo (si fa per dire) azzurro e scarpe sportive in tinta. Ovviamente ripeto che l’abito non fa il monaco ma non posso non avere un po’ di nostalgia per i tempi che furo. Fra l’altro in totale contrasto con l’abito da gran sera della pianista corredato da scarpe di paillette argento dal tacco stratosferico (una vera equilibrista!). Ma veniamo subito al concerto. Non avevo mai sentito Vengerov dal vivo e non posso nascondere un po’ di delusione per un violinismo perfetto tecnicamente ma piuttosto “leggero” se mi si passa il termine. Come stella polare odierna ho le esecuzioni di Vadim Repin e qui non siamo certo allo stesso livello. Tutti i brani eseguiti sono stati in perfetto stile ma con l’assenza di quella vitalità che trasforma una successione di note in suono e musica. Bellissimi i pianissimi del violinista ma dove sono i passaggi più energici? Ad esempio nella famosissima Kreutzer di Beethoven. Non farei particolari distinzioni fra i vari brani eseguiti e anche del famoso e virtuosistico Valse Scherzo di Čajkovskij ho ascoltato esecuzioni più brillanti e incisive. Quanto alla pianista (cui non si possono ascrivere colpe specifiche) va detto che appare più come una esecutrice in cerca di una prestazione solistica, quasi che la presenza del violino le faccia ombra. Nulla da eccepire tecnicamente ma è mancata la fusione con Vengerov. Due bis: lo scherzo dalla famosa sonata di Beethoven “La primavera” e il recitativo della sonata di Franck. Ecco quest’ultimo è stato dove il celebre violinista ha raggiunto quelle vette interpretative che sono mancate nel corso del programma ufficiale del concerto. Certamente si può eccepire sulla scelta di due brani facenti parte di sonate e non brani self contained. Ovviamente successo stellare di una sala Verdi gremita in ogni ordine di posti.
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Happy
Programma
Johann Sebastian Bach Sonata n. 1 in si minore BWV 1014
Ludwig van Beethoven Sonata n. 9 in la maggiore op. 47 “A Kreutzer”
Dmitri Šostakovič/Dmitry Tziganov Dieci Preludi op. 34
Pëtr Il’ič Čajkovskij Souvenir d’un lieu cher op. 42, Valse-Scherzo op. 34

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It is true that the tailcoat is now a faded memory of a remote past but I had never seen a performer dressed in a blue suit (so to speak) and matching sports shoes. Obviously I repeat that the dress ha no particular importance but I can not have a bit of nostalgia for the times that were. Among other things, in total contrast with the pianist’s evening dress accompanied by silver sequin shoes with stratospheric heels (a real tightrope walker!). But let’s get straight to the concert. I had never heard Vengerov live and I can’t hide a bit of disappointment for a technically perfect violinism but rather “light” if you pass me the term. As today’s excellence I have the executions of Vadim Repin and here we are certainly not at the same level. All the pieces performed were in perfect style but with the absence of that vitality that transforms a succession of notes into sound and music. Beautiful “pianos” of the violinist but where are the most energetic passages? For example, in Beethoven’s famous Kreutzer. I would not make particular distinctions between the various pieces performed and even of the famous and virtuosic Valse Scherzo by Tchaikovsky I listened to more brilliant and incisive performances. As for the pianist (to whom no specific faults can be ascribed) it must be said that she appears more like a performer in search of a solo performance, as if the presence of the violin shadows her. Nothing to complain about technically but the fusion with Vengerov was missing. Two encores: the scherzo from Beethoven’s famous sonata “La primavera” and the recitative of Franck’s sonata. Here was where the famous violinist reached those interpretative heights that were missing during the official program of the concert. Obviously you can object to the choice of two pieces that are part of sonatas and not self-contained. Obviously stellar success of a packed Verdi hall in every order of seats.
 
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