Sinfonica

Kissin Paponiu – Bologna Musica Insieme 5 Novembre 2022


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MATISSE
Avevamo  ..
..  già avuto modo di ascoltare Evgenij Kissin (di nascita russo ma naturalizzato britannico) a partire dagli anni ’90 (memorabile un concerto solistico con innumerevoli bis costretto a concludere per l’intervento dei vigili del fuoco a causa del protrarsi dell’orario) tributandogli fin da allora un successo strepitoso, assolutamente meritato. Una carriera la sua che non è passata attraverso la consueta trafila di concorsi pianistici ma lanciato direttamente da von Karajan. Dotato di tecnica trascendentale (come quella dell’assai più giovane Trifonov) si è presentato a Bologna in un concerto extra-ordinario grazie allo sforzo congiunto delle tre maggiori istituzioni musicali bolognesi e con l’ausilio di numerosi sponsors. Oltre al previsto concerto di Mozart, fin dall’inizio viene annunciato che saranno eseguiti un rondò mozartiano e il secondo scherzo chopiniano, seguiti poi – come bis – da due valzer uno di Brahms e uno di Chopin. Il programma inziale prevedeva, al posto del concerto mozartiano, il Rac3 che però per motivi fisici (tendinite, apparentemente) è stato sostituito.  L’esecuzione di quest’ultimo è stata forse quella meno convincente a causa di una eccessiva solidità sonora. Ovviamente nulla da eccepire sotto il profilo tecnico ma proprio nell’ultimo concerto del compositore salisburghese è mancata quella lievità che è la cifra distintiva del brano. Che è invece emersa perfettamente nel rondò successivo facendo ipotizzare che al concerto mancasse una consistente maturazione. Ovviamente successo fragoroso per l’esecuzione del secondo scherzo di Chopin che ha compensato un pubblico orfano dei funambolismi del Rac3. Impeccabile tecnicamente ha forse concesso troppo all’aspetto virtuosistico venendo a mancare una tragicità oscurata dal prevalere dell’aspetto tecnico. Perfetta l’esecuzione del valzer di Brahms con la sua soffusa malinconia e ottima l’interpretazione del famoso valzer di Chopin op. 64 macchiata solo dall’eccessiva e inutile sonorità del “fa” finale che precede la scala conclusiva in contrasto con la lievità del brano.  Ovviamente un successo a cinque stelle tributato da un foltissimo pubblico con i soliti patetici scatenati applaudenti a mani alzate che fanno compassione per il loro esibizionismo. Una prestazione, in conclusione, con molte luci e qualche ombra. Ombra che invece non ha toccato l’esecuzione della sinfonia n. 8 di Dvořák molto lontana dalle rutilanti armonie del nuovo mondo. Qui i temi sono di origine prevalentemente popolare e perfettamente sottolineati dalla direzione di Paponiu, una vera sorpresa positiva del pubblico bolognese. Gesto ampio e perfetta conoscenza dello spartito (eseguito a memoria) che hanno portato l’orchestra del comunale a livelli esecutivi di eccellenza. Bravo senza riserve, lungamente applaudito dal pubblico a conclusione di un concerto di alta qualità.
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Programma
W.A.Mozart Concerto n. 23 per pianoforte e orchestra KV 488
A. Dvořák Sinfonia n.8 Op. 88
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We already had the opportunity to listen to Evgenij Kissin (of Russian birth but now British) since the 90s (unforgettable a soloist concert with countless encores forced to be concluded for the intervention of the fire brigade due to its protracted time) giving him since then a resounding and absolutely deserved success. His career did not go through the usual series of piano competitions but he was launched directly by von Karajan. Endowed with transcendental technique (like that of the much younger Trifonov) he played in Bologna in an extra-ordinary concert thanks to the joint effort of the three major Bologna musical institutions and with the help of many sponsors. In addition to the planned Mozart concerto, it was announced from the outset that a Mozart rondò and the second Chopinian scherzo would be performed, followed – as an encore – by two waltzes, one by Brahms and one by Chopin. The initial program included, instead of the Mozart concerto, the Rac3 which, however, for physical reasons (tendinitis, apparently) was replaced.  The execution of the latter was perhaps the least convincing due to an excessive sonic solidity. Obviously nothing to complain about from a technical point of view but in the last concert of the composer of Salzburg it lacked that lightness that is the distinctive feature of the piece. Which instead emerged perfectly in the next rondò, suggesting that the concert lacked a consistent maturation. Obviously thunderous success for the execution of Chopin’s second scherzo that compensated an orphan audience of the Rac3. Technically impeccable, it has perhaps conceded too much to the virtuosic aspect, missing its tragedy obscured by the prevalence of the technical aspect. Perfect execution of Brahms’ waltz with its suffused melancholy and excellent interpretation of the famous waltz by Chopin op. 64 stained only by the excessive and useless sonority of the final “F” that precedes the final scale in contrast with the lightness of the piece.  Obviously a five-stars success paid by a very large audience with the usual pathetic wild applauding with raised hands for exhibitionism. A performance, in conclusion, with many lights and few shadows. Shadows that did not touch the performance of Dvořák’s Symphony No. 8, very far from the glittering harmonies of the new world. Here the themes are of mainly popular origin and perfectly underlined by the direction of Paponiu, a real positive surprise of the Bolognese public. Broad gesture and perfect knowledge of the score (performed by heart) that have brought the comunale orchestra to executive levels of excellence. Bravo without reservations, long applauded by the audience at the end of a high quality concert.
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