Sinfonica

Andrea Chénier – Bologna teatro comunale 14 Ottobre 2022


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MATISSE
 
In attesa della..

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… prossima stagione del teatro comunale di Bologna (annunciata quasi sotto silenzio e che ha cancellato l’attesissima opera che doveva aprire la stagione 2023 ovvero il Rosenkavalier  di Strauss che ringrazia di avere sfangato lo scempio di Michieletto) bisogna accontentarsi degli ultimi scampoli della presente stagione. Un’opera di repertorio del periodo verista che racconta in modo ovviamente romanzato la tragedia del poeta vittima degli ultimi giorni del terrore (fu giustiziato due giorni prima della morte di Robespierre) in cui si poteva essere ghigliottinati per un puro sospetto senza prove e senza appello, accusato di nascondere delle carte dell’ambasciatore di Spagna e di essere il responsabile di un libello contro alcuni abitanti della comune di Breteuil (in realtà redatto da suo fratello). Naturalmente l’opera si discosta dalla vicenda storica e si incentra sull’amore e il sacrificio di Maddalena di Coigny che diventa in realtà la protagonista del dramma.  Un allestimento (finalmente!) classico, con comparse, scene, cori etc. insomma quello di cui molte volte la regia moderna ci ha privato (anche per ovvi motivi di budget) e che oggettivamente è stato di qualità. Con un regia che ha saputo sottolineare gli aspetti salienti del dramma con l’unica “scivolata” (a parer mio) di una ghigliottina alla fine dell’ultimo atto che non ha aggiunto nulla alla natura dell’opera. Ovviamente cercare logica nell’opera italiana è come cercare un ago nel pagliaio e Andrea Chénier non fa eccezione. Come scoppi la passione fra Maddalena e Andrea nel giro di poche battute è ovviamente lasciato all’immaginazione dello spettatore. Così come l’improvvisa redenzione di Gérard (una sorta di novello Scarpia) che evita però l’accoltellamento di Tosca.  Ma l’intero impianto sta in piedi come peraltro sottolineato dagli applausi del pubblico, rovinati solo da una “clacque” tanto partigiana e stupida quanto fastidiosa. Avere alcuni sciamannati che ti urlano nel collo (quando non tirano calci allo schienale della poltrona) è difficilmente sopportabile e un teatro serio, se proprio non può fare a meno della clacque, dovrebbe confinarla nel loggione (come avviene nella maggioranza dei teatri di qualità).

Chénier Bologna I

Quanto alle voci una prova superba di Gregory Kunde, un tenore che ha pochi eguali al mondo nei ruoli drammatici e il cui unico difetto è che dopo una emissione a pieno petto non scandisce il seguito se di minore intensità. Ma come si dice “nessuno è perfetto” e qui siamo vicini alla perfezione. Così come assolutamente eccezionale è stata la prova di Carlo Fontali nella parte di Carlo Gérard, un baritono che ha saputo estrarre dal personaggio tutte le contraddizioni con una vocalità di primissimo ordine. Quanto a Erika Grimaldi come Maddalena di Coigny, anche se applaudita al di là della oggettività della prova, non ha saputo dare tutto il necessario risalto alla drammaticità del ruolo mancando – ad esempio -della necessaria tragicità nella famosa “La mamma morta”.

Chénier Bologna II

Sia chiaro: stiamo parlando di una soprano dotata di eccezionali mezzi vocali, forse non particolarmente versata nell’arte scenica (probabilmente anche per colpa del regista) per una certa staticità accoppiata con una prestazione vocale da 10-. Insomma non certo un successo a 5 stelle.Bravi tutti gli altri interpreti senza particolari eccellenze o carenze. Seppure nell’intervallo alcuni “melomani” hanno storto un po’ il naso per la direzione di Oksana Lyniv (senza darne però giustificazione) ho personalmente molto apprezzato le sue scelte musicali che hanno portato l’orchestra del comunale a livelli di eccellenza. Il lavoro svolto dalla Lyniv  con l’orchestra sta dando i suoi frutti e si può solo sperare che lo sciagurato trasferimento in una sala inadeguata non frustri i risultati ottenuti. 
PS Sono costretto ancora una volta a segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati.
Happy
Happy

Direttrice Oksana Lyniv

Regia Pierfrancesco Maestrini

Orchestra, coro e tecnici del TCBO

Cast

ANDREA CHÉNIER Gregory Kunde

CARLO GÉRARD Roberto Frontali

MADDALENA DI COIGNY Erika Grimaldi

LA MULATTA BERSI Cristina Melis

LA CONTESSA DI COIGNY Federica Giansanti

MADELON Manuela Custer

ROUCHER Vittorio Vitelli

PIETRO FLEVILLE Stefano Marchisio

FOUQUIER TINVILLE Nicolò Ceriani

MATHIEU DETTO POPULUS Alessio Verna

UN INCREDIBILE Bruno Lazzaretti

L’ABATE, POETA Orlando Polidoro

SCHMIDT e MAESTRO DI CASA Luca Gallo

DUMAS Luciano Leoni

FILANDRO FIORINELLI, MUSICO Antonio Ostuni

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Waiting for the next season of the Comunale theater( we were informed of the cancellation of the only much awaited opera that was to open the 2023 season, Strauss’ Rosenkavalier which is however thankful for having avoided the usual havoc of Michieletto) we must be satisfied with the last remnants of the present season. A repertoire work of the verist period that tells in an obviously fictionalized way the tragedy of the poet victim of the last days of terror (he was executed two days before the death of Robespierre) when one could be guillotined for a pure suspicion without evidence and without appeal, accused of hiding the papers of the ambassador of Spain and responsible for a libellus against some inhabitants of the commune of Breteuil (actually written by his brother). Of course, the work departs from the real history and focuses on the love and sacrifice of Maddalena di Coigny who actually becomes the protagonist of the drama. A classic staging (finally!), with scenes, choirs etc. in short, the one of which many times the modern directions have deprived us (also for obvious budget reasons) and that objectively has been of quality. With a direction that has been able to emphasize the salient aspects of the drama with the only “fault” (in my opinion) of a guillotine at the end of the last act that did not add anything to the nature of the work. Obviously looking for logic in an Italian opera is like looking for a needle in a haystack and Andrea Chénier is no exception. How the passion between Maddalena and Andrea breaks out in a few beats is obviously left to the imagination of the viewer. As well as the sudden redemption of Gérard (a sort of new Scarpia) who avoids the stabbing of Tosca.  But the entire plant is valid as underlined by the applause of the public, ruined only by a “clacque” as partisan and stupid as it is annoying. Having some idiots screaming behind your neck (when they do not kick the back of the armchair) is difficult to bear and a serious theater, if it really can not avoid the clacque, should confine it to the gallery (as is the case in most quality theaters). As for the voices, a superb performance by Gregory Kunde, a tenor who has few equals in the world in dramatic roles and whose only flaw is that after a full-chest emission does not mark enough the sequel if of lesser intensity. But as paople say “no one is perfect” and here we are close to perfection. Just as absolutely exceptional was the performance of Carlo Fontali in the role of Carlo Gérad, a baritone who was able to extract from the character all his contradictions with a voice of the highest quality. As for Erika Grimaldi as Maddalena di Coigny, even if applauded beyond the objectivity of the evidence, she has not been able to give all the necessary emphasis to the drama of the role, lacking – for example – the necessary tragedy in the famous “La mamma morta”.Let’s be clear: we are talking about a soprano endowed with exceptional vocal means, perhaps not particularly versed in the scenic art (probably also because of the director) for a certain static coupled with a vocal performance not a 5-stars. Well all the other interpreters without particular excellence or shortcomings. Although in the interval some “melomaniacs” have critizised the direction of Oksana Lyniv (without giving any justification) I personally appreciated her musical choices that have brought the orchestra of the Comunale to levels of excellence. The work done by Lyniv’s with the orchestra is bearing fruit and one can only hope that the unfortunate transfer to an inadequate hall will not frustrate the results obtained.
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2 risposte a "Andrea Chénier – Bologna teatro comunale 14 Ottobre 2022"

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