Sinfonica

La Gioconda – La scala 7 Giugno 2022


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MATISSE
 
Drammone ..
… .di amore e morte, stile grand guignol. Per assistere ho effettuato un viaggio specifico e un po’ me ne sono pentito. La trama è particolarmente intricata e non mette conto descriverla qui. Per i dettagli v. Wikipedia La Gioconda Ponchiellli (altrimenti si viene rimandati al capolavoro di Leonardo). Opera non molto frequentata (anche per la sua straziante lunghezza) ma che grazie all’ambientazione veneziana ben si presta a scenografie di effetto. Diciamo subito però che la scenografia di David Livermore e Giò Forma riflette l’oscurità del libretto e non è all’altezza delle migliori prestazioni scaligere. Di fatto l’intento è quello di racchiudere l’azione in una specie di quadro che si ingrandisce e rimpicciolisce a seconda delle situazioni. Come sempre nel caso della Scala le scenografie di massa sono di eccellente qualità ma un discorso diverso vale quando si passa a scene dell’azione del libretto dove – ad esempio – vengono calate dall’alto delle figure che ricordano il deus ex machina della tragedia greca e che nessuno capisce cosa c’entrino. Molto belli i costuni ed eccellente il corpo di ballo nella celebre Danza delle ore, balletto che rifa il verso al grand opera francese. Peccato che ballerini e coreografi si presentino all’applauso subito dopo e non alla fine dell’opera come di prammatica nelle opere. Forse per intrattenere durante il cambio di scena? Di dubbio gusto la struttura in plastica trasparente che volta a volta rappresenta un ponte veneziano e il palazzo di Badoero. Non bastano i vestiti sgargianti delle protagoniste a imbellire la scenografia. Di rilievo la nave che dovrebbe permettere la fuga dei fedifraghi. Insomma luci ed ombre ma più ombre che luci.

Gioconda III

Per quanto riguarda il canto molto buona la prova di Saioa Hernández come Gioconda un soprano drammatico che ben si destreggia nell’impervia partitura e eccellente quella di Daniela Barcellona come Laura Adorno che non raggiunge però le vette della Donna del lago di alcuni anni fa) . Molto buono il loro duetto del secondo atto. Sopra tutti la prestazione di Erwin Schrott come Alvise Badoero, voce possente, intonazione perfetta più che eccellente soprattutto per la drammaticità dell’interpretazione. All’estremo inferiore della scala di valori l’Enzo di Stefano La Colla, spesso incerto (anche nella famosa Cielo e mar), voce di qualità discutibile che spesso aggiusta l’intonazione dopo l’attacco e privo di quella incisività che ci aspetterebbe dal personaggio. Da buoni professionisti il Barnaba di Roberto Frontali e la Cieca di Anna Maria Chiuri ma nulla di più.

Gioconda II

Quanto all’orchestra e alla direzione Frédéric Chaslin fa del suo meglio in una partitura diseguale e spesso non all’altezza delle migliori opere contemporanee. La scarsa frequentazione della Gioconda appare del tutto giustificata.  Pochi gli applausi durante l’esecuzione e un successo contenuto alla fine dellì’opera. Dalla Scala ci si poteva aspettare di meglio.

Gioconda I

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Direttore Frédéric Chaslin
Regia Davide Livermore
Scene Giò Forma
Costumi Mariana Fracasso
Luci Antonio Castro
Video Designer D-WOK
Coreografia Frédéric Olivieri
Maestro del Coro Alberto Malazzi

CAST

La Gioconda

Saioa Hernández

Laura Adorno Daniela Barcellona
Alvise Badoèro Erwin Schrott
La Cieca Anna Maria Chiuri
Enzo Grimaldo Stefano La Colla
Barnaba Roberto Frontali
Zuàne Fabrizio Beggi
Un cantore / Un pilota Giorgio Valerio
Isèpo Francesco Pittari 
Un barnabotto Guillermo Esteban Bussolini
 
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Drama of love and death, grand guignol style. To wtach the opera I made a specific trip and I regretted it a little. The plot is particularly intricate and it wpuld ne uselessto to describe it here. For details see Wikipedia La Gioconda Ponchiellli (otherwise you are referred to Leonardo’s masterpiece). Opera not very popular (also for its harrowing length) but that thanks to the Venetian setting lends itself well to sets of effect. Let’s say immediately, however, that the scenography by David Livermore and Giò Forma reflects the darkness of the libretto and is not up to the best performances of la Scala. In fact, the intent is to enclose the action in a kind of frame that gets bigger and smaller depending on the situation. As always in the case of  Scala, the mass sets are of excellent quality but a different evaluation applies when we move on to scenes of the action of the libretto where – for example – figures are lowered from above that recall the deus ex machina of Greek tragedy and that no one understands what they have to do with it. Very beautiful the costumes and excellent the corps de ballet in the famous Danza delle ore, ballet that recalls the french grand opera. Too bad that dancers and choreographers present themselves to the applause immediately after and not at the end of the opera as usual. Maybe to entertain the public during the change of scene? Of dubious taste the transparent plastic structure that from time to time represents a Venetian bridge and the palace of Badoero. The bright clothes of the protagonists are not enough to embellish the scenography. Of importance is the ship that should allow the escape of the lovers. In short, lights and shadows but more shadows than lights. As for the very good singing, the perormance  of Daniela Barcellona as Gioconda (which does not reach the peaks of the Donna del lago of some years ago) and excellent that of Saioa Hernández as Laura Adorno, a dramatic soprano who juggles well in the impervious score. Above all the performance of Erwin Schrott as Alvise Badoero, powerful voice, perfect intonation more than excellent especially for the drama of the interpretation. At the lower end of the scale of values the Enzo by Fabio Sartori, often uncertain (even in the famous Cielo e mar), voice of questionable quality that often adjusts the intonation after the attack and lacks that incisiveness that we would expect from the character. As good professionals the Barnaba by Roberto Frontali and the Blind by Anna Maria Chiuri but nothing more.As for the orchestra and conducting, Frédéric Chaslin does his best in a score that is unequal and often not up to the best contemporary works. The lack of attendance of the Gioconda seems entirely justified.  Few applause during the performance and a limited success at the end of the work. From Scala you could expect better
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3 risposte a "La Gioconda – La scala 7 Giugno 2022"

  1. Karl Angyan ha detto:

    d’accordo su molto di quanto scrive, ma… ha invertito i ruoli (Laura e Gioconda), e il tenore NON era Sartori, finto malato per l’occasione dopo megascazzo col direttore, ma Stefano La Colla. A me l’orchestra non è piaciuta punto: rumorosa dall’inizio alla fine, effettacci a gogò. De gustibus.

    "Mi piace"

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