Sinfonica

Mahler chamber orchestra Harding Ibragimova – Bologna Festival 31 Maggio 2022


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MATISSE
PREMESSA
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Un concerto ..
… potenzialmente di alta qualità sia per l’orchestra che per il direttore. Ma il risultato è stato inferiore alle aspettative. Harding sembra non avere sufficiente controllo degli ottoni (trombe e tromboni) come dei timpani che in molti casi eccedono di sonorità, almeno in rapporto alla dimensione della sala. In termini di volume di suono, Harding non si fa mancare nulla e ne fa le spese il violino della Ibragimova che risulta regolarmente sovrastato dall’orchestra (viene da domandarsi se hanno effettuato prove). La violinista russa naturalizzata inglese è dotata di un’ottima tecnica ma di un suono flebile e in molti casi monotono. E per di più ha impresso un ritmo forsennato all’ultimo tempo del concerto di Mendelssohn il che, inevitabilmente, riduce il volume del suono: in alcuni acuti “piano” è risultato quasi inudibile. La tecnica violinistica è certamente una componente importante di una esecuzione ma l’interpretazione necessita di eguale attenzione e nel celeberrimo concerto del compositore amburghese è venuta spesso a mancare. Un concerto notoriamente di durata ridotta ma ciò nonostante la Ibragimova non ha degnato il pubblico di alcun bis anche se abbastanza applaudita (comunque non un successo a cinque stelle). L’impressione (ma è solo un’impressione) è che fra il direttore e la violinista non ci fosse quella armonia esecutiva e personale necessaria in un concerto con solista.  Quanto all’esecuzione di Harding ne abbiamo già accennato all’inizio del post. Al direttore inglese piacciono certamente le grandi contrapposizioni sonore. Ad esempio l’introduzione dell’Egmont è risultata troppo trattenuta facendone perdere il significato musicale. Ovviamente ha trovato terreno fertile nella sinfonia di Dvořák con quel secondo e terzo tempo sfavillanti e multitematici. Ma il risultato non è stato certamente di grande valore: un’esecuzione non memorabile.
PS A un mese dall’inizio dei lavori quadriennali (!) del teatro comunale, inderogabile per i fondi PNRR non è stato ancora decisa la sede temporanea del teatro L’idea del tendone è semplicemente spaventosa: un teatro trasformato in un circo. Ovviamente sarebbe molto più ragionevole un trasloco all’Europa Auditorium, sede in passato del Bologna Festival. Quali siano le potenziali controindicazioni non è dato sapere come non è dato sapere se e quali siano quelle del fantomatico calviniano Comitato di Indirizzo, ammesso che esistano….
SadHappySad
Programma
Ludwig van Beethoven Egmont ouverture in fa minore op.84
Felix Mendelssohn-Barthold Concerto in mi minore per violino e orchestra op.64
Antonín Dvořák Sinfonia n.7 in re minore op.70
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A concert potentially of high quality both for the orchestra and the conductor. But the result fell short of expectations. Harding does not seem to have sufficient control of the brasses (trumpets and trombones) as well as the timpans that in many cases exceed in sound, at least in relation to the size of the hall. In terms of sound volume Harding does not miss anything and the Ibragimova violin was regularly dominated by the orchestra (one wonders if they have carried out rehearsals). The Russian violinist naturalized English is endowed with an excellent technique but a faint and in many cases monotonous sound. And what’s more, she chose a frantic rhythm to the last mouvement of Mendelssohn’s concerto which, inevitably, reduces the volume of the sound: in some “piano” trebles it was almost inaudible. The violin technique is certainly an important component of a performance but the interpretation needs equal attention and in the famous concert of the Hamburg composer it has often been missing. A concert notoriously of reduced duration but nevertheless Ibragimova did not presented the audience with any encore even if sufficiently applauded (however not a five-stars success). The impression (but it is only an impression) is that between the conductor and the violinist there was not that executive and personal harmony necessary in a concert with a soloist.  As for the execution of Harding we have already mentioned it at the beginning of the post. The English conductor certainly likes the great sound contrasts. For example, the introduction of the Egmont was too restrained, making it lose its musical meaning. Obviously he found fertile ground in Dvořák’s symphony with that sparkling and multi-thematic second and third mouvements. But the result was certainly not of great value: a not unforgettable execution.
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2 risposte a "Mahler chamber orchestra Harding Ibragimova – Bologna Festival 31 Maggio 2022"

  1. Italo Bicchierri ha detto:

    E’ ormai molto raro che in un concerto con solista, quest’ultimo non conceda alcun fuori programma ne’ lo conceda l’orchestra ospite . Cio’ e’ avvenuto ieri sera in un concerto in cui davvero ci si chiede se abbiano provato, quanto meno per “prendere le misure ” della sala. Che il Manzoni abbia una pessima acustica e’ vexata quaestio sin dai tempi di Gatti.,ma ieri sera alla mancata riuscita di un piu’ che mediocre Concerto ha contribuito , a mio parere, una violinista dal suono non armonioso e un direttore non in sintonia con la medesima e l’ Orchestra.

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