Sinfonica

Un ballo in maschera – La Scala Milano 4 Maggio 2022


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MATISSE
 
Il “Ballo in maschera” ..
… .dal punto di vista del libretto è un insopportabile polpettone dove ci sono tutti gli elementi del cattivo gusto: la maga, la protagonista fedele ma innamorata di un altro, il protagonista dotato di grande magnanimità che perdona chi lo uccide e che in ossequio al tipico melodramma ottecentesco prima sembra morto poi ricomincia a cantare vispo come rinato. Un disastro assoluto soprattutto se si pensa che è contemporaneo di altre opere sia prima che dopo (da Mozart a Weber a Donizetti a Wagner etc.).  Bisognerebbe solo ascoltare l’opera e non assistere allo spettacolo

Ballo in maschera 2022 I

che nel caso in questione ha una scenografia tutta a fosche tinte (con una specie di teatrino (?) delle marionette  con cui giocherella all’inizio  e alla fine Riccardo). Ma non sono certo della attribuzione perchè dalla seconda metà del teatro non era chiaro di cosa si trattasse.  Si aggira poi fra il palazzo e le rovine del secondo atto silenziosa la morte rigorosamente vestita di nero (ma senza la falce di prammatica). Forse la parte più riuscita scenograficamente (anche per lo sfavillio dei costumi) è il terzo atto con il coro vestito di rosso sgargiante contrapposto ai costumi lugubri dei protagonisti, se si eccettua il biancore lucente della ricchissima  mise di Amelia (purezza anche nel vestiario!).  Una regia e una scenografia ovviamente ricche (come sempre alla Scala) ma prive di mordente. Discorso del tutti diverso per l’aspetto musicale dell’opera nella quale rifulgono arie famosissime e una tessitura sempre di alta qualità.

Ballo in maschera 2022 II

Concorre un cast stellare. Sopra tutti una spettacolosa Amelia del soprano Sondra Radvanovsky. Perfetta intonazione, emissione bellissima in tutti i registri e – cosa ormai raramente ascoltata  – la capacità di crescendo a partire da un pianissimo quasi inudibile fino a un fortissimo senza mai una increspatura o una interruzione del profilo acustico. Una prova di assoluta eccellenza quale è ormai rara. Molto bravo certamente il Renato di Luca Salsi (una certezza da molti anni) mentre è mancato in generale Francesco Meli a partire dall’iniziale “La rivedrò nell’estasi” terminato in un silenzio glaciale del teatro. 

Ballo in maschera 2022 III

Buona la prova (pur nella limitatezza del personaggio) di Yulia Matochkina come Ulrica mentre non sempre all’altezza l’Oscar di Federica Guida, la cui voce manca di quella limpidezza e agilità che il personaggio richiederebbe. Ottima prova dell’orchestra del teatro (anche nei “soli”) e del direttore Luisotti che ha saputo condurre l’orchestra in una partitura non sempre lineare e discontinua. Buon successo del pubblico che ha anche saputo dosare gli applausi ai vari cantanti in ragione della loro prestazione.

Happy

 
Direttore Nicola Luisotti
Regia, scene e costumi Marco Arturo Marelli
Luci Marco Filibeck
Maestro del Coro Alberto Malazzi

CAST

Riccardo Francesco Meli
Renato

Luca Salsi

Amelia Sondra Radvanovsky
Ulrica

Yulia Matochkina

Oscar Federica Guida
Silvano Liviu Holender
Samuel Sorin Coliban
Tom Jongmin Park
Un giudice Costantino Finucci
Un servo d’Amelia Paride Cataldo
 
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The “Ballo in maschera ” from the point of view of the libretto is a long, tiresome, unbearable  work  where there are all the elements of the bad taste: the sorceress, the faithful protagonist but in love with another, the protagonist endowed with great magnanimity who forgives those who kill him and who according to the typical eighteenth-century melodrama first seems dead then begins to sing alive as reborn. An absolute disaster especially if you think that it is contemporary with other works both before and after (from Mozart to Weber to Donizetti to Wagner etc.).  People should only listen to the opera and not attend the performance which in the case in question has a scenography all dark colors (with a kind of puppet theater (?) with which Riccardo fiddle at the beginning and at the end of the opera). But I’m not sure of the attribution because from the second part of the theater it wasn’t clear what it was.  Death wanders between the palace and the ruins of the second silent act strictly dressed in black (but without the usual sickle). Perhaps the most successful scenographically part  (also for the sparkle of the costumes) is the third act with the choir dressed in bright red opposed to the gloomy costumes of the protagonists, except for the shiny whiteness of Amelia’s rich outfit (purity even in clothing!).  A direction and a scenography obviously rich (as always at La Scala) but a bit boring.  Different evaluation for the musical aspect of the performance in which there are  famous arias and a texture always of high quality. An excellent cast sings in the opera. Above all a spectacular Amelia of the soprano Sondra Radvanovsky. Perfect intonation, beautiful emission in all the registers and – something now rarely heard – the ability to make a “crescendo”  from an almost inaudible pianissimo up to a fortissimo without ever a ripple or an interruption of the acoustic profile. A performance of absolute excellence as it is now rare to hear. Very good certainly the Renato di Luca Salsi (a certainty since many years) while Francesco Meli was not up to the job in general starting from the initial “Ti rivedrò nell’estasi” ended in a glacial silence of the theater.  Good proof (even in her limited character) of Yulia Matochkina as Ulrica while not always up to hte job the Oscar of Federica Guida, whose voice lacks that clarity and agility that the character would require. Excellent performance of the orchestra of the theater (even in the “soli”) and of the conductor Luisotti who was able to lead the orchestra in a score that is not always linear and often discontinuous. Good success of the audience who also knew how to scale the applause to the various singers according to their performance.
 
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Una risposta a "Un ballo in maschera – La Scala Milano 4 Maggio 2022"

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