Sinfonica

John Eliott Gardiner- Bologna Festival 2 Maggio 2022


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MATISSE
La formazione diretta  ..
… da John Elliot Gardiner (English Baroque Soloists) è gruppo ben noto e presente nelle sale da concerti da lungo tempo. Nulla da dire sulla qualità della esecuzione ma molto da dire sulla pretesa di usare impostazioni che vorrebbero ricordare i concerti dell’epoca barocca. Allora i concerti si tenevano in piccole formazioni, piccole sale, spesso inframmezzati da intervalli conviviali  e ovviamente il risultato non poteva essere quello delle grandi sale da concerto. Rovesciando il concetto una formazione cameristica non dà risultati di grande qualità in una sala come il Manzoni. Se poi si aggiunge che in ossequio a una esecuzione “filologica” (che letteralmente significherebbe aderente alla logica…) viene abolito il vibrato negli strumenti ad arco e che alcuni archi sono impugnati in modo barocco (impugnatura non sul tallone ma 5-10 cm distante) il risultato è un suono flebile soprattutto per le due soliste (Kati Debretzeni e Fanny Paccoud) vagamente udibile a fondo sala.  Il bis (un duo) delle due strumentiste si è potuto più immaginare che udire. Naturalmente per non farsi mancare nulla, nella seconda parte esecutori in piedi (e perché non nella prima? Mah?) ad eccezione ovviamente di contrabbassi e violoncelli.  Difficile un giudizio complessivo: ottimo complesso ma con risultato insoddisfacente per il luogo in cui si è tenuto il concerto. Poi inevitabile successo (con il programma eseguito poteva essere differente?).
SadHappy
Programma
Franz Joseph Haydn Sinfonia n.103 in mi bemolle maggiore Hob.I:103 “col rullo di timpani”
Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia concertante per violino e viola in mi bemolle maggiore KV 364 Kati Debretzeni violino, Fanny Paccoud viola
Wolfgang Amadeus Mozart  Sinfonia n.39 in mi bemolle
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John Elliot Gardiner (English Baroque Soloists) is a well-known group that has been present in concert halls for a long time. Nothing to say about the quality of the performance but much to say about the pretension of using settings that would like to recall the concerts of the Baroque era. Then the concerts were held in small formations, small halls, often interspersed with convivial intervals and obviously the result could not be that of large concert halls. Reversing the concept, a chamber ensemble does not produce results of great quality in great hall like Manzoni. If we then add that in deference to a “philological” execution (which literally would mean adhering to logic …) the vibrato in string instruments is abolished and that some bows are held in a baroque way (handle not on the heel but 5-10 cm away) the result is a faint sound especially for the two soloists (Kati Debretzeni and Fanny Paccoud) vaguely audible at the bottom of the room.  The encore (a duo) of the two instrumentalists could be more imagined than heard. Of course, in order not to miss anything, in the second part standing performers (and why not in the first? Mah?) with the obvious exception of double basses and cellos.  Difficult an overall judgment: excellent complex but with unsatisfactory result for the place where the concert was held. Then inevitable success (with the program executed could it be different?).
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2 risposte a "John Eliott Gardiner- Bologna Festival 2 Maggio 2022"

  1. Tanti anni fa mi toccò sentire il Messia di Haendel diretto da Ton Koopman. Il coro era composto da dodici o sedici (non ricordo bene) elementi. Orchestra in proporzione, ovviamente. La sala era l’auditorium RAI di Torino. Successo delirante. Si era agli inizi dell’era della filologia barocca, e Ton Koopman, con Harnoncourt e alcuni altri, era il profeta del nuovo paradigma. Uscii depresso. I filologi al posto dei musicisti. Poi piano piano c’è stata evoluzione, e adesso mi capita di sentire esecuzioni di muica barocca (soprattutto Bach) filologiche ma (!) musicali e dunque commoventi.
    Saluti da un vecchio amico di Domenico Mirri

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  2. ITALO BICCHIERRI ha detto:

    Sono abbastanza d’accordo sulle difficolta’ di ascolto di certa musica nel Manzoni,Ma non credo che nel Concerto di ieri sera si sia trattato solo di questo..Ho apprezzato la Sinfonia n,39 di Mozart ( anche per la postura dei musicisti ), poco la 103 di Haydn; per nulla la Concertante K.364 che, a mio parere ,e’ risultata nella interpretazione, piuttosto opaca. Comunque, senz’altro, un complesso di notevole spessore .

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