Sinfonica

Die Walküre (erster Aufzug) e Tod und Verklärung – Bologna comunale 14 Gennaio 2022


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MATISSE
Non sono assolutamente un fan..
…(eufemismo) delle opere in forma di oratorio che mi sono sempre sembrate una specie di “voglio e non posso“. Solo un Rheingold  al regio di Torino di alcuni anni fa fu veramente di alta qualità (ma era intero e con una mimica dei protagonisti di primissimo ordine). L’idea che la “prima” della stagione operistica 2022 del teatro comunale cominci in questo modo non mi pare proprio esaltante e neppure le problematiche di budget possono in qualche modo giustificare la cosa. Ma il solo primo atto di un’opera mi pare veramente troppo come se vicenda e musica (così strettamente interallaciate nel mondo wagneriano) potessero essere interrotte a metà con un risultato monco e privo di significato. Ma anziché inserire nel programma il poema sinfonico di Strauss non si poteva completare l’opera wagneriana? Vai a capire il significato dell’operazione che indipendentemente dal risultato musicale appare veramente bizzarro. E’ come se di un film con suspense si proiettasse soltanto il primo tempo!  Fra l’altro nel primo atto manca proprio “die Walküre“, Brünnhilde,  essendo i protagonisti solo Siegmund, Siglinde e Hunding. Per non parlare dell’assenza di  Wotan e Fricka. Come non rimpiangere il bellissimo Ring degli anni ’90? Ma altri tempi e soprattutto altro sovrintendente. Prima un breve poema sinfonico di Strauss (wagneriano quanto si voglia ma la correlazione non è sufficiente a giustificarne la presenza) quasi a compensare la lunghezza del primo atto di Die Walküre: ma questa è una stagione operistica o una sinfonica con i 90 minuti di musica di prammatica? Insomma un pot pourri di gusto assai discutibile certamente non degno di una “prima” che si rispetti (a meno che il comunale non abbia deciso di introdurre il concetto di “prima della prima”..).  (E’ interessante il silenzio ancora una volta del comitato di indirizzo: probabilmente credeva che die Walküre fosse un’opera in un atto come il Rheingold… Ma questi carneadi a-musicali sono in grado di formulare un’opinione autonoma oppure fanno come i peones in parlamento che dicono sempre di sì pur di rimanere incollati al seggio?). Come esordio operistico del nuovo direttore (o direttrice?) meraviglia che abbia accettato la cosa. Ma s’ha da campa’…  Quanto alla valutazione musicale possiamo dire che la nuova direttrice (uno scricciolo in senso buono dal punto di vista fisico) non si risparmia e il risultato è di ottima qualità.  Un gesto sicuro e autorevole. Ottiene il meglio dall’orchestra del teatro valorizzando e domando- finalmente – gli ottoni così importanti nella partitura wagneriana. Eccezionale poi la prestazione dei tre cantanti  coinvolti nel primo atto dell’opera. Innanzitutto Stuart Skelton nella parte di Sigmund: una voce potente e drammatica che incarna perfettamente la struggimento del personaggio e con una emissione quasi eccessiva (per lo sforzo fatto ha infatti avuto un piccolo cedimento nel finale). Comunque una prestazione maiuscola come dai tempi di Sigfried Jerusalem non se ne sentivano a Bologna. Sullo stesso piano la Siglinde di Elisabeth Strid che assomma alla potenza la duttilità di un fraseggio appassionato nelle parti più melodiche e che sfodera poderosi acuti da grande interprete wagneriana dove la partitura diventa più drammatica. Due voci che vorremmo riascoltare in un’opera compiuta, ad esempio nel Tristan und Isolde . Certamente di ottima qualità anche l’Hunding di Georg Zeppenfeld, un basso dalla voce minacciosa e profonda, purtroppo difficile da valutare appieno vista la parte ridotta che interpreta. Ma la grande riuscita della partitura wagneriana è frutto della fusione pressoché perfetta fra voci e orchestra, una prestazione complessiva come non se ne vedevano e sentivano da tempo e che fa presagire importanti risultati anche in futuro.  E – per una volta, forse anche perché la fastidiosissima clacque del comunale di Wagner non capisce nulla –  sono finalmente mancate quelle terribili esclamazioni a palcoscenico aperto che infestano le opere italiane (vedi cosa non fa l’ignoranza!). Un grande e meritato successo guastato da una drammatica, risibile, inaccettabile traduzione italiana del testo tedesco, probabilmente originata dal traduttore male usato di Google,  utilizzato da un totale ignorante della lingua: ci si domanda come possa essere accettata da un teatro serio. Un italiano da sesto grado, persino in certe parti incomprensibile (da scrittori ermetici) che traduce – per esempio  tranken come trincavano…. Per concludere, comunque, al di là del testo, una grande memorabile serata.
PS Naturalmente i soliti “giornalisti” hanno scritto articoli “prima della prima” (cioè senza avere assistito allo spettacolo). Come se si valutasse uno studente prima dell’esame e non a risultato ottenuto. E per sicurezza, oggi entrambe le edizioni locali dei due quotidiani a tiratura nazionale non hanno neppure segnalato l’evento: vuoi mai che qualcuno si ricordi dell’evento e domani si aspetti una recensione?
(Giovanni Neri – 76)
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Direzione
Oksana Lyniv
CAST
SIEGLINDE Elisabeth Strid
SIEGMUND Stuart Skelton
HUNDING Georg Zeppenfeld
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I’m definitely not a fan..
… (euphemism) of the operas as an oratorio that have always seemed to me a kind of “I want and I can’t”. Only a Rheingold at the regio of Turin a few years ago was really of high quality (but it was the whole opera and with a mimic of the protagonists of the highest value). The idea that the “premiere” of the 2022 opera season of the comunale theater begins in this way does not seem to me really exciting and even the budget problems can not somehow justify the thing. But the first act of an opera alone seems to me to be really too much as if the story and music (so closely interwoven in the Wagnerian world) could be interrupted in half with a dull and meaningless result. But instead of including Strauss’ symphonic poem in the program, couldn’t the Wagnerian opera be completed? Try to understand the meaning of the operation that regardless of the musical result appears really bizarre. It’s as if of a film with suspense were only projected the first half!  Among other things, in the first act “die Walküre”, Brunnhilde is missing, being the protagonists only Siegmund, Siglinde and Hunding. Not to mention the absence of Wotan and Fricka. How not to regret the beautiful Ring of the 90s? But other times and above all other superintendent. First a short symphonic poem by Strauss (Wagnerian as much as you want but the correlation is not enough to justify its presence) as if to compensate for the length of the first act of Die Walküre: but is this an opera season or a symphonic season with its typical 90 minutes music? In short, a pot pourri of very questionable taste certainly not worthy of a valuable “premiere” (unless the comunale theater has decided to introduce the concept of “antepremiere”..).  (It is interesting the silence once again of the theater steering committee: it probably believed that die Walküre was a work in an act like the Rheingold… But are these a-musical carneads able to formulate an autonomous opinion or do they do like the backbenchers in parliament who always say yes in order to remain glued to the seat?). As the operatic debut of the new female conductor it is surprising that she has accepted it. As for the musical evaluation we can say that the new director (a wren in a good way from the physical point of view) does not spare herself and the result is of excellent quality. A safe and authoritative gesture. She gets the best out of the orchestra of the theater enhancing and taming – finally – the brasses so important in the Wagnerian score. Exceptional then the performance of the three singers involved in the first act of the opera. First of all Stuart Skelton as Sigmund: a powerful and dramatic voice that perfectly embodies the yearning of the character and with an almost excessive emission (for the effort made he had in fact had a small failure in the finale). However, a capital performance as from the time of Sigfried Jerusalem was not heard in Bologna. On the same level the Siglinde by Elisabeth Strid that adds to the power the ductility of a passionate phrasing in the most melodic parts and that shows off powerful treble of a great Wagnerian interpreter where the score becomes more dramatic. Two voices that we would like to listen to again in a full opera, for instance in Tristan und Isolde . Certainly of excellent quality also the Hunding by Georg Zeppenfeld, a bass with a threatening and deep voice, unfortunately difficult to fully evaluate given the reduced part he sings. But the great success of the Wagnerian score is the result of the almost perfect fusion between voices and orchestra, an overall performance as we had not seen and heard for long time and a good presage of important results in the future.  And – for once, perhaps because the annoying clacque of Wagner does not understand anything – those terrible exclamations on the open stage that marr Italian operas have finally been missing  (what ignorance does!). A great and well-deserved success spoiled by a dramatic, laughable, unacceptable Italian translation of the German text, probably originated from the misused translator of Google, used by a total ignorant of the language: one wonders how it can be accepted by a serious theater. An Italian of the sixth degree, even in certain parts incomprehensible (hermetic writers). In conclusion, however, beyond the text, a great, memorable evening.
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4 risposte a "Die Walküre (erster Aufzug) e Tod und Verklärung – Bologna comunale 14 Gennaio 2022"

  1. Italo Bicchierri ha detto:

    Ritengo veramente ” balzano” se mi e’ concesso il termine, considerare l’ eccellente Concerto, cui ho assistito sabato scorso una “Prima” della Stagione d’ Opera e Balletto 2022.Credevo si trattasse di un Concerto della Stagione sinfonica!
    Accettabile, come avviene in altre istituzioni. presentare una Opera in forma di concerto, se ben suonata e cantata come e’ avvenuto nei giorni scorsi. Meglio una Opera in piu’ ( INTERA ! ) che l’ennesima Aida con il regista egocentrico , che si antepone all ‘Autore.

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  2. Rambomax ha detto:

    Mi sembra che dare il solo primo atto sia una cosa da pazzi. Peccato non essere una moschina che s’infila nelle riunioni in cui si prendono certe decisioni, e ascolta le cose che vengono dette…

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  3. Massimo Giannetto ha detto:

    Buongiorno Kurvenal e grazie per il bel commento .Ero molto prevenuto su Oksana Liniv avendola ascoltata ,e vista ,sul canale you tube del Teatro Comunale in alcune esecuzioni da direttore ospite .L’orchestra mi sembrava non rispondere molto alla direzione della Liniv in confronto alla direzione di Mariotti (sempre sul canale you tube ) ma forse gli orchestrali sono come i bambini a scuola quando arriva la supplente ,svogliati ,aspettano che il tempo passi e torni il Maestro.
    Inoltre il gesto della Liniv mi sembrava troppo secco e accademico ,non mi avrebbe certo invogliato a seguirla invece….
    Sul programma invece devo dire che mi ha tolto completamente la voglia di andarci spero che le ristrettezze economiche non incidano eccessivamente sulle scelte musicali ,ma possibile che non si trovi un manager musicale che faccia girare bene le cose anche (soprattutto) sul piano del ritorno economico?si potrebbe intanto proporre la stagione operistica o sinfonica in streaming a pagamento come fanno i Berliner (per esempio )?
    Sulla scricciolaggine della “conducatora “di formazione ucraino-germanica confido nella cucina bolognese che ci restituisca un direttore wagneriano anche nelle forme poi, come dicono a Bologna “roba ceina,roba feina “(mi scuso per il bolognese scritto)
    Saluti e buona prosecuzione d’anno.
    Massimo

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