Sinfonica

Macbeth – Milano La Scala 22 dicembre 2021

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MATISSE
Scrivere  del Macbeth scaligero..
…è come portare i classici vasi a Samo. Fiumi di inchiostro sono già stati versati (a proposito e sproposito – “la madre dei corifei della Scala è sempre incinta“) prima e dopo la “prima” e ho voluto assistere di persona allo spettacolo, conscio che la visione televisiva era riduttiva. E mai come in questo caso si pone il problema perchè in larga parte la scenografia si basa su masse che per la loro dimensione sul piccolo schermo non possono essere rappresentate. Confesso che più volte mi è saltato in mente che non fosse il Macbeth rappresentato ma il “Massbeth“, masse che surrogano tutto l’universo di Macbeth (“Macbetto” nel libretto, come “Duncano”, “Banco” etc. retaggio di un’Italia che traduceva tutto con un gusto provinciale per fortuna da lungo tempo dismesso). 
Macbeth scala 1 Il Macbeth è opera che ha visto molteplici allestimenti anche recenti alla Scala (in parte a ragione) anche per la passione di Chailly per le opere di Verdi e in ossequio – parrebbe quasi – al tema attuale del patriottismo. Nulla da eccepire sulla qualità dell’opera (la migliore di gran lunga del primo Verdi) ma una maggiore varietà andrebbe a tutto vantaggio dello standing internazionale del teatro milanese.  Ovviamente la sontuosa messa in scena è di qualità eccelsa come sempre è il caso della Scala (che assorbe da sola una buona parte del FUS) e, al di là delle sterili polemiche sulla impostazione del regista Livermore, visivamente di eccezionale qualità. Qui il corpo di ballo esprime il meglio di sè anche se – a mio giudizio – un poco straripa quasi nascondendo la realtà della tragedia shakspeariana e distogliendo il “focus” dello spettatore dai protagonisti. Forse le “streghe”  avrebbero meritato un ruolo più definito che in una visione corale perdono un po’ del loro mistero.  Non appartengo di certo a chi si è strappato i capelli davanti all’ascensore  e ai piani rappresentativi che salgono e scendono secondo una logica che mi sfugge. Volutamente non ho letto il libretto di sala con le note registiche prima dello spettacolo perchè credo che sia un compito dello spettatore interpretare e valutare quanto visto non deformato da una spiegazione che in ogni modo influenza il giudizio. Se posso avanzare una mia ipotesi credo che il movimento dei piani voglia riflettere quello dell’azione fra il mondo “privato” di Macbeth nel suo rapporto con la moglie e quello pubblico, e l’ascensore mah… Poi si deve anche ricordare che non sempre tutto quello che è sceneggiatura deve assumere uno specifico significato ma può avere un valore in sé e questo è certamente il caso del Macbeth scaligero. 

Macbeth scala 2

Come sontuosa è la scenografia così sontuosa è la parte musicale con una Netrebko che trova in lady Macbeth il personaggio perfetto per la sua voce. Nel repertorio verdiano drammatico non ha rivali: una voce sempre perfettamente intonata con agilità e  acuti superbi e una interpretazione che rende perfettamente il personaggio con la sua indole malefica. Una performance a 6 stelle, a mio giudizio la migliore in tutta la sua vicenda scaligera. Un pelo soltanto sotto il Macbeth di Salsi non per una performance insufficiente ma perchè si trova a confronto con la superba Netrebko. Una menzione speciale per il Banquo di Abdrazakov che nella parte ridotta nell’opera dà un’impronta allo stesso tempo drammatica e sfuggente che rasenta la perfezione.

Macbeth scala 3

Un po’ meno valida la prova di Francesco Meli nel ruolo di Macduff (che nel mondo shakespeariano non può che essere comparato a Fortinbras): non sempre è riuscito a trovare i toni giusti sia da un punto di vista dell’emissione che da quello dell’intonazione. Quanto all’orchestra e alla direzione di Chailly siamo in presenza di una compagine di livello internazionale come è necessario con un cast come quello in scena. Un grande (e meritato) successo di pubblico e un plauso per il silenzio dei loggionisti con gli applausi correttamente dosati nei punti dell’opera che non hanno interrotto il suo svolgimento.  
(Giovanni Neri – 76)
Happy

Happy

Direttore
Riccardo Chailly
Regia
Davide Livermore
Scene
Giò Forma
Costumi
Gianluca Falaschi
Luci
Antonio Castro
Video
D-Wok
Coreografia
Daniel Ezralow
Personaggi e interpreti
Macbeth
Luca Salsi
Banco
Ildar Abdrazakov
Lady Macbeth
 
Anna Netrebko

 

Lady Macbeth’s Dame
Chiara Isotton
Macduff
Francesco Meli
Malcolm
Iván Ayón Rivas
Doctor
Andrea Pellegrini
Servant
Leonardo Galeazzi
Hitman
 Guillermo Bussolini 
1st appearance
Costantino Finucci
2nd appearance
Bianca Casertano 
3rd appearance
Rebecca Luoni 
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Writing about the Scala’s Macbeth it’s like bringing the classic vases to Samo island. Rivers of ink have already been poured before and after the “premiere” and I wanted to attend the opera in person, being aware that the television vision is reductive. And never as in this case the problem holds since the scenography is largely based on masses that due to their size cannot be well displayed on a small screen. I must confess that several times it occurred to me to think that it was not the Macbeth represented but the “Massbeth“, masses that surrogate the whole universe of Macbeth. Macbeth is an opera that has seen many productions, including many recent ones at La Scala (partly rightly) beacuse Chailly’s passion for Verdi’s operas and is somehow related to the current (provincial…) theme of italian patriotism. Nothing to complain about the quality of the opera (the best by far of the first Verdi’s production) but a greater variety would be to the advantage of the international standing of the Milan theater. Obviously the sumptuous staging is of excellent quality as always is the case with la Scala (which alone absorbs large part of the governement funds of operas) and, beyond the useless controversy over the staging of the director Livermore, visually of exceptional quality. Here the Scala’s ballet shows the best of itself even if – in my opinion – a little overdoes almost hiding the reality of the Shakspearian tragedy and diverting the “focus” of the viewer from the protagonists. Perhaps the “witches” would have deserved a more defined role that in a choral vision misses some of their mystery. I certainly do not belong to those who have loudly contested the staging because of the elevator and the stage floors that go up and down according to a logic that I frankly find difficult to interpet. I deliberately did not read the hall’s libretto with the directorial notes before the performance because I believe that it is the task of the attendee to interpret and evaluate what has been seen, not biased by an explanation that in any way influences the judgment. If I can put forward my hypothesis I believe that the dynamic of the floors wants to reflect action difference between the “private” world of Macbeth in his relationship with his wife and the public one, and the elevator … Then we must also remember that not always everything that is staged must have a specific meaning but it can have a visual value in itself and this is certainly the case of Scala’s Macbeth. How sumptuous is the scenography so sumptuous is the musical part with a Netrebko who finds in Lady Macbeth the perfect character for her voice. In Verdi’s dramatic repertoire she has no rivals: a voice always perfectly tuned with agility and superb treble and an interpretation that perfectly renders the evil character of Lady Macebth. A 6-stars performance, in my opinion the best in her entire Scala’s history. A just little weaker the Macbeth of Salsi not for an insufficient performance but because must be confronted with the superb Netrebko. A special mention for Abdrazakov’s Banquo who in the reduced part of the opera gives an imprint at the same time dramatic and elusive that borders on the perfection. A little less valid is the performance of Francesco Meli in the role of Macduff (who in the Shakespearean world can only be compared to Fortinbras): he has not always managed to find the right tones both from an emission point of view and from that of tuning. As for the orchestra and the direction of Chailly we are in the presence of a team of international level as is necessary with a cast like the one on stage. A great (and deserved) success of the public and a praise for its silence with the applause correctly inserted where they did not interrupt the performance..
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2 risposte a "Macbeth – Milano La Scala 22 dicembre 2021"

  1. Assolutamente d’accordo con te sulla regia e sulla musica. La Netrebko è stata assolutamente eccezionale, sia come cantante che come attrice. Ovviamente la musica in teatro non è confrontabile con la sua registrazione. In questo caso però il video ha messo in evidenza la recita di Anna N., gesti ed espressioni superbe. Salsi invece ha una faccia ed espressioni un po’ gigionesche. Inoltre qualche volta anche la sua tonalità non mi ha appieno convinto. Ma l’opera e la sua esecuzione sono state indimenticabili. Io ha visto solo il video (che si può vedere dal sito Internet di Raiplay Opera). Mi manca però il teatro a cui rinuncio con molto rammarico.

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