Sinfonica

Rambaldi Thiemann – Conoscere la musica 2 Dicembre 2021

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MATISSE
 
In un recente post,..
… mi ero lamentato della rarefazione dei concerti con violoncello a Bologna. Eccomi servito! Un nuovo concerto (dopo quello con un finalino vergognoso di Biagi) aperto e chiuso con Brahms e in particolare in chiusura la splendida sonata op. 38 il cui ultimo tempo è di fatto una fuga con licenze, con un finale travolgente. Una sonata che io reputo anche migliore della seconda op. 99. Più discutibili sono le trascrizioni dei Lieder originalmente per piano e violoncello. La produzione liederistica di Brahms è voluminosa e bellissima avendo come unico limite la qualità dei testi, praticamente tutti di poeti minori (a differenza di Schubert, tanto per intenderci). Affidare il canto al violoncello senza testo è una scelta molto discutibile con risultati piuttosto modesti. E’ vero che la letteratura violoncellistica è limitata ma le trascrizioni (soprattutto in questo caso- ripeto – senza testo) sono molto, molto limitanti.  Un gusto che non condivido.  Interessanti i due brani di Boulanger e Kodaly, soprattutto la sonata della prima  che ha spunti brillanti e innovativi. Poi parliamoci chiaro: per parlare in pubblico ci sono tre requisiti che i professori universitari conoscono bene. Bisogna farsi sentire anche dalle ultime file, bisogna parlare lentamente perchè non è una conversazione fra amici al bar e bisogna avere qualcosa da dire. La Rambaldi non ha alcuna di queste tre caratteristiche e la consapevolezza dei propri limiti è elemento caratterizzante di una speaker. Ma veniamo alle esecuzioni. Il pianismo della Rambaldi è piatto (ad esempio nel trio del menuetto della sonata di Brahms – che è di fatto uno scherzo classico – sono mancate totalmente le sfumature) ma poi suona tutto mezzoforte senza capire che sta suonando in duo e che il piano deve essere consapevole del proprio eccesso di suono soprattutto in una sala dall’acustica sventurata come la sala Biagi dove si è svolto il concerto. Ma la ciliegina sulla torta si è avuta nella fuga che conclude la sonata di Brahms. Iniziata dal pianoforte a un tempo troppo lento (difficile suonare con la sinistra sola!) è stata riportata alla velocità giusta dal violoncello ma qui si sono materializzati strafalcioni vari e addirittura semplificazioni nei difficili salti del piano che concludono l’esposizione. Insomma un disastro.  Discorso del tutto diverso per il violoncello di Thiemann. Grazie a un costante e vigoroso vibrato estrae dal violoncello un’inaspettata quantità di suono che si accompagna a una tecnica di prim’ordine (un solo errore – veniale -di intonazione in tutto il concerto). Un violoncellista giovane ma assai promettente. Un bis. Questo è un concerto nel quale dovrebbe essere lecito applaudire (o buhhare) separatamente i due interpreti e vi lascio immaginare con quali risultati.
Violoncello
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Programma
J. Brahms Sechs Lieder (arrangiamento per violoncello e pianoforte di Norbert Salter/David Geringas)
               I. Feldeinsamkeit op. 86 n. 2
              II. Wie Melodien op. 105 n. 1
             III. Sapphische Ode op. 94 n. 4
             IV. Wiegenlied op. 49 n. 4
             V. Liebestreu op. 3 n. 1
             VI. Minnelied op. 71 n. 5
N. Boulanger Trois Pièces pour violoncelle et piano
           I. Modéré
           II. Sans vitesse et à l‘aise
           III. Vite et nerveusement rythmé
Z. Kodály Adagio per violoncello e pianoforte
J. Brahms Sonata in mi minore per violoncello e pianoforte op. 38
           I. Allegro non troppo
          II. Allegretto quasi Menuetto
         III. Allegro
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