Sinfonica

Nánási Rachlin – Bologna Filarmonica del Teatro comunale di Bologna – 31 Maggio 2021

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MATISSE
Julian Rachlin..

…è un buon violinista, non eccelso. Tecnicamente ineccepibile ha il grave difetto di estrarre poco suono dal proprio violino (la sarabanda bachiana del bis era difficilmente udibile anche nella prima metà della platea). Si potrebbe assimilare a una porcellana levigata che manca però del nerbo necessario a farne un grande esecutore. Leggermente più assertivo nell’ultimo tempo del concerto di Brahms ha lasciato poca traccia nei primi due tempi così levigati da risultare quasi monotoni e – in ultima analisi – noiosi. Ha avuto anche la sfortuna di incontrare un direttore che nell’energia trova il suo maggior pregio con un risultato facilmente intuibile. Due visioni musicali contrapposte e inevitabilmente  conflittuali. Henrik Nánási non deve essersi accorto di dirigere Brahms dando fiato (è il caso di dirlo) agli ottoni che in un caso sono risultati ridicolmente sonori. Questa caratteristica ha dimostrato i suoi limiti: non stava dirigendo Wagner (ottoni) o Berlioz ma un Dvořák in molti passaggi leggero e intimistico. Solo nell’ultimo tempo della sinfonia l’energia profusa in tutti i tempi ha trovato una sua giustificazione. Un direttore muscolare che trascura spesso le pieghe più significative delle pagine della partitura. Naturalmente (è il caso di dirlo?) il solito successo acritico del pubblico che applaude chi fa suonare forte l’orchestra senza andare troppo per il sottile.
Programma
Johannes Brahms Concerto in Re maggiore per violino e orchestra, op. 77
Antonin Dvořák Sinfonia n. 8 in Sol maggiore, op. 88
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Julian Rachlin
…..is a good violinist, not excellent. Technically impeccable he has the serious fault of producing a very  little sound with  its violin (the Bachian sarabanda of the encore was hardly audible even in the first half of the audience). It could be assimilated to a polished porcelain:  he lacks the nerve necessary to make a great performer. Slightly more assertive in the last part of Brahms’s concerto left little trace in the first two parts so smooth that they were almost monotonous and – ultimately – boring. He also had the misfortune of meeting a director who finds his greatest merit in the energy with an easily guessed result. Two opposing and inevitably conflicting musical visions. Henrik Nánási must not have noticed that he directed Brahms, giving green light  to the brasses that in one case was ridiculously loud. This feature proved its limits: he was not conducting Wagner (brass) or Berlioz but an often intimate Dvořák. Only in the last section of the symphony did the energy find its justification. A muscular director who often neglects the most significant parts of the pages of the score. Of course (should I say so?) the usual uncritical success of the audience applauding those who make the orchestra to play loud.
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4 risposte a "Nánási Rachlin – Bologna Filarmonica del Teatro comunale di Bologna – 31 Maggio 2021"

  1. Italo Bicchierri ha detto:

    DOPO UN BRAHMS RESO FRANCAMENTE NOIOSO, UN DVORAK , A MIO PARERE ,ECCESSIVAMENTE STRAUSSIANO ( JOHANN ). COMUNQUE LA FINE DI QUESTO LUNGO SILENZIO, E QUESTO CI PUO’ GRATIFICARE.

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  2. Carlo Borghi ha detto:

    Ma com’è che la forza bruta è l’espressione di molti direttori degli ultimi tempi? O, per lo meno, della stagione sinfonica del nostro Comunale? E poi alla fine del concerto escono infinite volte per farsi applaudire. Forse hanno ragione perchè il pubblico più escono e più li applaudono. Io comunque sono un ingrato. Se posso a metà del primo applauso, anche se meritato, me ne vado.

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