Sinfonica

Dego Cadario – Musica Insieme 17 Maggio 2021

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Matisse

Il programma  ..

…del concerto è piuttosto articolato ma incentrato – di fatto – sulla prima metà del ‘900 con una escursione nella seconda metà. Il brano di Martucci (un compositore troppo spesso trascurato) si inscrive nel suo classico stile esterno al “mainstream” del periodo  con inflessioni tardoromantiche ma anche venato di verismo Ovviamente il Notturno appare semplicemente uno schizzo musicale senza troppe pretese ma dotato di un suo valore.  Per certi aspetti lo stesso può dirsi per il brano di Taralli di difficile collocazione stilistica, in alcune parti poco interessante ma in altre venato di un lirismo che lo valorizza.  Di certo la parte più interessante del programma è stata quella dedicata a Ravel con la celeberrima (e forse troppo praticata) Tzigane e Le tombeau de Couperin. Quest’ultimo brano è una suite trasposta per orchestra del Tombeau per pianoforte cui mancano soprattutto due dei brani più interessanti, ovvero la fuga (inconsueta nella sua forma) e il grande finale della toccata.  L’esecuzione dell’orchestra, pur nella sua scolastica correttezza, è stata viziata da un velocità eccessiva nel primo brano (Preludio) in cui non si sono avvertite tutte le sfumature affidate all’oboe e da una insufficiente marcatura dei tempi nella Forlane. Un vero peccato perché questa suite è uno dei vertici del repertorio Raveliano, insufficientemente nota (a fronte della Tzigane e del Bolero che lo stesso Ravel considerava secondario) e non sempre eseguita al piano per la difficoltà tecnica della toccata in favore di altre suites più “palatabili”.  Come tributo al tombeau un bis orchestrale dello stesso Couperin. E veniamo all’esecuzione della Dego. Come già in altre occasioni rimarcato, ottima tecnica e anche delicato fraseggio ma quello che manca al suo violinismo è quel plus interpretativo che fa di un’ottima violinista una grande violinista. Volendo essere un poco cattivi si potrebbe dire che esegue in modo diligente. E lasciamo perdere certi atteggiamenti divistici che nulla aggiungono all’esecuzione ma di certo nella Tzigane – ad esempio  – ci saremmo aspettati un maggiore vigore, un suono più pieno e una marcatura dello stile “popolaresco” più affermativo. Un’esecuzione quindi di ottima ma non eccezionale caratura. Molto brava la Dego invece nel bis, il brano lirico dalla Thais di Massenet per violino e arpa, reso con grande lirismo e che – a differenza di altri brani – permette di mettere in risalto l’espressività della Dego.  Grande successo di pubblico per una sospirata riapertura del ciclo di Musica Insieme. 
Programma
G.Martucci Notturno op.70 
M Taralli Concertino IV 
M Ravel Tzigane – Suite da Le Tombeau de Couperin
Happy
 
 
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The program of the concert is quite articulated but focused – namely- on the first half of the 1900 with an excursion in the second half. Martucci’s piece (a composer too often overlooked) is inscribed in his classic style outside the “mainstream” of the period with late romantic inflections but also veered with verismo Obviously the Nocturne appears to be only a musical sketch without much pretensions but endowed with its own value.  In some respects the same can be said for Taralli’s piece of difficult stylistic position, in some parts dull but in others veered by a lyricism that enhances it.  Certainly the most interesting part of the program was the one dedicated to Ravel with the famous (and perhaps too practiced) Tzigane and Le tombeau de Couperin. The latter piece is a suite transposed for orchestra by the tombeau for piano but missing two of the most interesting pieces, namely the fugue (unusual in its form) and the grand finale of the toccata.  The performance of the orchestra, despite its scholastic correctness, was spoiled by an excessive speed in the first piece (Prelude) in which not all the nuances entrusted to the oboe were felt and by an insufficient marking of the times in the Forlane. A real shame because this suite is one of the top of the Ravelian repertoire, insufficiently known (in front of the Tzigane and the Bolero that Ravel himself considered secondary) and not always performed on the piano for the technical difficulty of the toccata in favor of other suites more “palatable”.  As a tribute to the tombeau an orchestral encore of Couperin himself. And now to the execution of Francesca Dego. As already on other occasions remarked, excellent technique and also delicate phrasing but what her violinism lacks is that interpretative plus that makes an excellent violinist a great violinist. And let’s forget certain divistical attitudes that add nothing to the execution but certainly in the Tzigane – for example – we would have expected greater vigour, a fuller sound and a more affirmative “popular” style marking. A performance therefore of excellent but not exceptional value. Very good Dego instead in the encore, the lyric piece from Massenet’s Thais for violin and harp, rendered with great lyricism and which – unlike other pieces – allows to highlight the expressiveness of Dego.  Great public success for a long-awaited reopening of the cycle of Musica Insieme.

 

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