Sinfonica

Maurizio Pollini – Milano Musica 16 Maggio 2021

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Matisse

Cominciamo ..

…dal programma. Come (quasi) sempre Milano Musica propone concerti nei quali a musica “moderna” (del ‘900 per intenderci) accoppia musica più consueta. E’ certamente questo il caso del concerto in questione che spazia dalla prima metà dell’800 alla seconda metà del ‘900 passando per l’inizio ‘900. Diciamo subito che il brano della seconda metà del ‘900 è sostanzialmente ormai inaccettabile (le onde serene) e a chi lo ascolta  ricorda una famosa frase di Fantozzi: una..pazzesca. Nell’accozzaglia di suoni che lo caratterizzano non c’è alcun filo logico o lo sviluppo di un pensiero musicale. (Interessante la partitura riportata nel libretto di sala – v. figura –  la cui interpretazione  richiede un aruspice con facoltà divinatorie. La sua esecuzione è unicamente   un “guesswork” )     .
Ovviamente nessuna recensione  è possibile e quindi passiamo all’altra parte del programma. I Klavierstücke di Schönberg fanno parte da tempo del repertorio di Pollini che riesce ad estrarne la bellezza attraverso un’interpretazione lucida e rigorosa, quasi illuministica. Sono brani brevi rendere i quali è allo stesso tempo difficile e complesso e che richiedono un approfondimento del periodo in cui sono stati composti. Bene fa il pianista milanese a  riproporli molto spesso nei suoi concerti perché meritano un’adeguata valorizzazione.  Analogamente si può di dell’Arabesque di Schumann, composizione delicata, quasi Biedermaier, ma con tratti tipicamente Schumanniani.  Un’ottima interpretazione che si capisce distillata nel tempo da chi l’esegue spesso. Un capitolo diverso per la Fantasie. Qui purtroppo, nel secondo  tempo, il classico ritmo puntato Schumanniano sfocia in un finale virtuosistico , con salti difficilissimi anche per “giovani leoni”, che non è più alla portata di un pianista settantanovenne. Naturalmente il “mestiere” e anche la brevità del passaggio (poco più di una decina di battute) evitano di sottolineare un’esecuzione fallosa ma di certo il tutto non sfugge a chi conosce il brano. La consapevolezza dell’avanzare dell’età dovrebbe suggerire di evitare partiture così insidiose. L’interpretazione del brano peraltro ha avuto momenti di intenso lirismo (parlo del terzo tempo) mentre è mancata quell’aura di mistero (Im Legendton) della seconda parte del primo tempo. Un’esecuzione in chiaroscuro comunque di successo da parte del pubblico cui non è stato concesso un bis richiesto più volte. 
Programma
A. Schönberg Klavierstücke  op. 11 e 19
L.Nono...sofferte onde serene…
R. Schumann Fantasia e Arabeske  
Happy
Happy
 
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2 risposte a "Maurizio Pollini – Milano Musica 16 Maggio 2021"

  1. Max Giannetto ha detto:

    Grazie Kurvenal per questa breve e concisa recensione .La Fantasia di Schumann incisa da Pollini e’ per me talmente bella e intensa che potrei concedere a Pollini di eseguirla e sbagliarla in concerto tutte le volte che vuole .Pero’fa bene il critico a sottolinearne le sbavature ,e’il suo mestiere .Purtroppo non ho avuto occasione di ascoltare Pollini dal vivo ma solo in incisioni ma sono “affezionato” e grato al grande Pianista per averle consegnate agli ascoltatori (106 ,109 ,110,111 di Beethoven ,Fantasia di Schumann ,Studi ,Polacche e Preludi di Chopin ,Mozart K488 con Bohm,e tante altre ) .Ascoltiamo ancora i “vecchi leoni “ con indulgenza ,per quello che hanno fatto e che faranno ,lei sa benissimo Kurvenal che i grandi interpreti non si misurano dalle note che sbagliano ma da quelle che prendono ,e bene (Cortot lo lapidiamo senno’) .Sia severo con i giovani per pungolarli ma tollerante con i grandi per quello che ci hanno dato ,se lo meritano .
    Cordialmente
    Massimo GIANNETTO

    "Mi piace"

    • Avevo risposto ma non vedo il mio commento. Capisco quanto scritto ma mi chiedo perché i “vecchi leoni” debbano infilarsi in partiture che non sono più alla loro portata. C’è tanta bella musica che non richiede una ginnastica da sesto grado. Per tutti è difficile, difficilissimo invecchiare ma bisognerebbe prendere esempio da pianisti come Brendel. In fondo solo Rubinstein è stato – a mia conoscenza – in grado di “sconfiggere” l’età. Altrimenti siamo in presenza di una υβρισ dannosa e inutile. Recentemente Pollini ha voluto eseguire la 106 di Beethoven con esiti prevedibili. Ma perché?

      "Mi piace"

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